𝐄𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞: 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐞 𝐫𝐨𝐚𝐝𝐦𝐚𝐩 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨
di Pasquale Sicignano · 23 luglio 2026
Euro digitale: impatti operativi, compliance e roadmap per i prestatori di servizi di pagamento
Aggiornato al 23 luglio 2026
L’euro digitale non sarà semplicemente un nuovo strumento da aggiungere ai metodi di pagamento già disponibili. Per banche e Prestatori di Servizi di Pagamento — PSP — rappresenterà un programma di trasformazione che coinvolgerà architetture tecnologiche, processi operativi, gestione dei dati, controlli di compliance e modelli di business.
È però necessario partire da una precisazione: l’euro digitale non è ancora stato emesso e il relativo regolamento europeo non è ancora definitivo. Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato la propria posizione negoziale nel dicembre 2025, mentre il Parlamento europeo ha autorizzato l’avvio dei negoziati interistituzionali il 9 luglio 2026. La decisione finale sull’eventuale emissione resterà di competenza della Banca centrale europea, dopo l’approvazione del quadro legislativo.
Che cos’è l’euro digitale e come funzionerebbe
L’euro digitale sarebbe una forma elettronica di moneta di banca centrale, emessa dall’Eurosistema e accessibile a cittadini, imprese e soggetti pubblici. Non sarebbe una criptovaluta, non avrebbe un valore variabile e non sostituirebbe il contante: un euro digitale avrebbe sempre lo stesso valore di un euro in banconote, monete o depositi bancari.
Gli utenti potrebbero ottenere euro digitali convertendo il denaro presente sul proprio conto oppure versando contante. Il saldo sarebbe conservato in un wallet distribuito da una banca, da un altro PSP o, nei casi previsti per favorire l’inclusione finanziaria, da un soggetto pubblico autorizzato.
L’euro digitale dovrebbe essere utilizzabile:
nei negozi fisici;
nei siti di e-commerce;
per pagamenti tra persone;
per operazioni verso la pubblica amministrazione;
online e, in determinate condizioni, anche offline;
in tutta l’area dell’euro, indipendentemente dal PSP utilizzato.
La BCE sta inoltre studiando funzionalità come i pagamenti ricorrenti e quelli condizionati, nei quali il trasferimento viene eseguito soltanto al verificarsi di una condizione. L’euro digitale non dovrebbe però diventare “moneta programmabile”: non potrebbero essere imposti limiti sull’utilizzo del denaro in base al luogo, al beneficiario o alla tipologia di acquisto.
L’impatto sui Prestatori di Servizi di Pagamento
Un nuovo modello operativo di distribuzione
Nel modello delineato dalle istituzioni europee, i PSP rappresenterebbero il principale punto di accesso all’euro digitale. Banche, istituti di pagamento e altri intermediari autorizzati dovrebbero gestire l’apertura e la chiusura dei wallet, il loro collegamento con i conti bancari, il conferimento e il prelievo dei fondi, l’esecuzione dei pagamenti e l’assistenza agli utenti.
Per i PSP non si tratterà quindi di integrare soltanto un nuovo payment rail. Sarà necessario gestire l’intero ciclo di vita del servizio, comprendendo onboarding, autenticazione, dispositivi utilizzati, limiti di detenzione, assistenza, gestione delle contestazioni, prevenzione delle frodi e continuità operativa.
Il progetto di rulebook elaborato dall’Eurosistema prevede regole comuni su modelli operativi, flussi end-to-end, user journey, requisiti minimi di esperienza utente, API, standard di sicurezza, gestione dei rischi, dispute, onboarding, certificazione e test delle soluzioni. La versione 0.91 del rulebook è stata pubblicata nel luglio 2026, ma potrà essere ulteriormente modificata per recepire il testo definitivo del regolamento.
Adeguamenti tecnologici
Le architetture dei PSP dovranno supportare contemporaneamente pagamenti online e offline, canali proprietari e applicazioni comuni, processi di issuing e acquiring, nonché l’interazione con la futura piattaforma dell’euro digitale.
Gli interventi potranno interessare:
mobile banking, internet banking e wallet;
sistemi di pagamento e orchestrazione delle transazioni;
API gateway e integration layer;
sistemi di identity and access management;
piattaforme AML e fraud detection;
strumenti di gestione dei limiti;
sistemi di riconciliazione e contabilizzazione;
terminali di accettazione e infrastrutture degli esercenti;
customer care, dispute management e gestione degli incidenti.
La funzionalità offline costituisce uno degli aspetti più complessi. Dovrà permettere il trasferimento di valore tra dispositivi anche senza una connessione disponibile, garantendo al tempo stesso sicurezza, prevenzione della doppia spesa, gestione dei limiti e corretta sincronizzazione successiva. Il progetto pilota valuterà proprio la robustezza, la scalabilità e l’usabilità dell’infrastruttura in situazioni reali.
Limiti di detenzione e gestione della liquidità
Per evitare che l’euro digitale venga utilizzato come riserva di valore e provochi un trasferimento eccessivo dei depositi bancari verso moneta di banca centrale, saranno introdotti limiti all’importo detenibile.
Gli utenti dovrebbero comunque poter eseguire pagamenti superiori al saldo disponibile collegando il wallet a un conto bancario. Ciò richiederà meccanismi automatici di trasferimento tra moneta bancaria ed euro digitale, con conseguenze sui sistemi di funding, sulla gestione della liquidità e sui processi di riconciliazione dei PSP.
Modelli di business e remunerazione
Uno degli elementi economicamente più rilevanti è la prevista gratuità dei servizi di base per i consumatori. Apertura e chiusura del wallet, pagamenti, trasferimenti e operazioni essenziali di conferimento e prelievo non dovrebbero essere direttamente addebitati agli utenti. I servizi aggiuntivi potranno invece essere remunerati.
La posizione del Consiglio prevede inoltre un sistema di compensazione per i PSP e limiti alle commissioni interbancarie e alle merchant service charge. Durante un periodo transitorio di almeno cinque anni, i massimali dovrebbero essere collegati alle commissioni applicate a strumenti di pagamento comparabili; successivamente, dovrebbero riflettere i costi effettivamente associati all’euro digitale. Questi aspetti sono ancora oggetto di negoziato e non possono essere considerati definitivi.
Per i PSP, il valore economico potrebbe quindi spostarsi dalla singola transazione verso servizi a valore aggiunto: pagamenti condizionati, strumenti per gli esercenti, servizi di identificazione, integrazione con sistemi gestionali, loyalty, analisi dei dati consentita dalla normativa e soluzioni di gestione finanziaria.
Nuove dinamiche competitive
L’euro digitale introdurrebbe un’infrastruttura paneuropea interoperabile, potenzialmente utilizzabile in tutti i Paesi dell’area euro. Questo potrebbe ridurre la frammentazione del mercato e la dipendenza da circuiti e piattaforme non europee, aumentando però la pressione competitiva su banche e PSP nazionali.
Gli operatori dovranno decidere se limitarsi a garantire la conformità minima oppure utilizzare l’infrastruttura comune per costruire servizi distintivi. La seconda opzione richiederà investimenti in customer experience, dati, API, partnership e capacità di rilascio rapido.
Compliance: AML, protezione dei dati e reporting
Antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo
L’euro digitale non eliminerà gli obblighi AML/CFT. Per i pagamenti online, i PSP dovrebbero continuare a identificare gli utenti, effettuare la customer due diligence, monitorare le operazioni e applicare i controlli previsti dalla normativa antiriciclaggio.
La modalità offline avrà invece un’impostazione differente. Secondo il modello della BCE, i dettagli delle singole transazioni offline sarebbero conosciuti soltanto dall’ordinante e dal beneficiario. I controlli AML sarebbero concentrati soprattutto nelle operazioni di caricamento e scaricamento degli euro digitali dal dispositivo, analogamente a quanto avviene per depositi e prelievi di contante.
Per limitare i rischi di riciclaggio connessi all’offline saranno presumibilmente introdotti limiti specifici di detenzione e transazione. I valori e le modalità operative definitive dipenderanno dal regolamento, dagli eventuali atti di esecuzione e dal rulebook.
Sanzioni finanziarie e prevenzione delle frodi
I PSP dovranno integrare l’euro digitale nei propri presidi di sanctions screening, transaction monitoring e fraud management. La proposta della Commissione collega espressamente il trattamento dei dati alle attività necessarie per contrastare il riciclaggio, il finanziamento del terrorismo, le frodi e le violazioni delle sanzioni dell’Unione.
La presenza di operazioni offline renderà necessario sviluppare controlli specifici su dispositivi, credenziali, soglie, caricamenti e tentativi di utilizzo anomalo. Il fraud management dovrà quindi operare su più livelli: onboarding dell’utente, funding, autenticazione, transazione online, gestione del dispositivo offline e successiva sincronizzazione.
Protezione dei dati e privacy by design
La BCE dichiara di voler offrire, per l’euro digitale, livelli di privacy superiori agli attuali strumenti elettronici. Nei pagamenti online l’Eurosistema riceverebbe dati pseudonimizzati e non dovrebbe poter collegare direttamente una transazione a una persona specifica. I PSP tratterebbero invece le informazioni strettamente necessarie per eseguire il pagamento, prevenire le frodi e rispettare la normativa.
Nelle operazioni offline, il PSP non dovrebbe conoscere i dettagli del pagamento, ma soltanto le informazioni necessarie per il caricamento o il prelievo dei fondi dal dispositivo.
La proposta legislativa attribuisce ai PSP il ruolo di titolari del trattamento per diverse attività, tra cui gestione dei limiti, funding e defunding, fornitura dell’offline, sanzioni, AML e prevenzione delle frodi. Prevede inoltre misure tecniche e organizzative avanzate affinché i dati trasmessi alla BCE, alle banche centrali nazionali o ai fornitori di servizi di supporto non identifichino direttamente gli utenti. Il testo è tuttavia ancora in negoziazione.
L’EDPB e l’EDPS hanno accolto positivamente alcuni elementi del progetto, in particolare la modalità offline, ma hanno formulato raccomandazioni per rafforzare ulteriormente la protezione dei dati e limitare i trattamenti non strettamente necessari.
Reporting e tracciabilità
Ad oggi non esiste ancora un insieme definitivo e autonomo di obblighi di reporting specifici per l’euro digitale. Il futuro quadro sarà probabilmente composto da tre livelli:
il regolamento europeo definitivo e gli eventuali atti delegati o di esecuzione;
le normative orizzontali già applicabili ai PSP, comprese AML/CFT, protezione dei dati, servizi di pagamento e DORA;
il rulebook dell’Eurosistema, con requisiti operativi, di rischio, sicurezza, certificazione e dispute management.
Di conseguenza, i PSP dovranno predisporre sistemi capaci di produrre evidenze verificabili su onboarding, rispetto dei limiti, funding e defunding, frodi, incidenti, transazioni rifiutate, contestazioni, disponibilità del servizio e rispetto degli standard tecnici. Il perimetro preciso, la granularità e la frequenza delle segnalazioni saranno però determinati soltanto dal quadro finale.
Le fasi principali del progetto
2020-2023: analisi e fase istruttoria
La BCE ha pubblicato il primo rapporto sull’euro digitale nell’ottobre 2020. Nel luglio 2021 il Consiglio direttivo ha deciso di avviare il progetto e la fase istruttoria si è svolta dall’ottobre 2021 all’ottobre 2023. In questo periodo sono stati analizzati modelli di distribuzione, caratteristiche tecniche, preferenze degli utenti e possibili architetture.
Tra il 5 aprile e il 16 giugno 2022, la Commissione europea ha inoltre condotto una consultazione mirata rivolta a PSP, infrastrutture di pagamento, commercianti, associazioni dei consumatori, supervisori AML e altri stakeholder.
2023-2025: proposta legislativa e fase preparatoria
Il 28 giugno 2023 la Commissione ha presentato il pacchetto legislativo sull’euro digitale e sul corso legale del contante. Nel novembre 2023 è iniziata una fase preparatoria di due anni, dedicata allo sviluppo del rulebook, alla selezione dei potenziali fornitori della piattaforma, alle sperimentazioni e alla ricerca sugli utenti.
Tra giugno e ottobre 2025 si è svolta una consultazione di mercato di quattro mesi sulla bozza di rulebook, con il coinvolgimento di consumatori, commercianti, istituti di credito, PSP non bancari, tesorerie aziendali e fornitori tecnologici.
2025-2026: fase tecnica e negoziato legislativo
Nell’ottobre 2025 la BCE ha concluso la fase preparatoria e ha deciso di proseguire con le attività necessarie alla readiness tecnica, al coinvolgimento del mercato e al supporto dell’iter legislativo.
Il Consiglio dell’UE ha adottato la propria posizione negoziale il 19 dicembre 2025. Il Parlamento europeo ha approvato il mandato per avviare i negoziati con il Consiglio il 9 luglio 2026. Alla data del 23 luglio 2026 il testo definitivo non è quindi ancora approvato: devono svolgersi i negoziati interistituzionali tra Parlamento, Consiglio e Commissione.
Nel marzo 2026 la BCE ha aperto la manifestazione di interesse per il progetto pilota. Il 14 luglio ha comunicato di aver selezionato 36 PSP dell’area euro, a fronte di oltre 50 candidature.
Dal 2027: progetto pilota
La fase di sviluppo del pilota è prevista a partire dal terzo trimestre del 2026 e comprenderà l’integrazione con la piattaforma, lo sviluppo dei servizi, i test utente, la certificazione dei back-end e l’onboarding.
La fase operativa dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027 e durare 12 mesi. I PSP selezionati testeranno una versione beta in casi d’uso reali, tra cui pagamenti nei negozi e trasferimenti tra persone.
2029: possibile prima emissione
La BCE punta a essere tecnicamente pronta per una possibile prima emissione nel 2029, assumendo che il regolamento venga adottato nel corso del 2026. Non si tratta però di una data di lancio definitiva: la BCE deciderà se emettere l’euro digitale soltanto dopo la conclusione dell’iter legislativo e sulla base dei risultati delle attività tecniche e del pilota.
Come dovrebbero prepararsi i PSP
Attendere l’adozione dell’ultimo atto normativo prima di iniziare l’analisi sarebbe rischioso. Una readiness assessment può essere avviata senza anticipare decisioni legislative ancora aperte.
Il percorso dovrebbe comprendere:
mappatura dei processi e delle piattaforme coinvolte;
analisi dei gap rispetto alla bozza di rulebook;
valutazione delle capacità online e offline;
revisione dei presidi AML, frodi, sanzioni e privacy;
analisi del modello economico e delle possibili fonti di remunerazione;
definizione della strategia di integrazione e migrazione;
stima degli impatti su customer care, merchant acquiring e operations;
costruzione di una roadmap progressiva, aggiornata con l’evoluzione legislativa.
La priorità non è sviluppare immediatamente la soluzione finale, ma distinguere ciò che può essere preparato fin da ora — architetture, dati, governance e competenze — dagli elementi che dipenderanno dal regolamento definitivo.
Conclusioni
L’euro digitale potrebbe creare una nuova infrastruttura pubblica per i pagamenti al dettaglio europei, ma la sua implementazione dipenderà in larga parte dalla capacità dei PSP di distribuirlo e integrarlo nei propri servizi.
La sfida sarà contemporaneamente tecnologica, normativa e strategica. I PSP dovranno garantire interoperabilità, sicurezza, privacy e inclusione, continuando nel frattempo a competere sul valore dei servizi offerti.
Il progetto non ha ancora raggiunto una configurazione normativa definitiva. Tuttavia, la selezione dei partecipanti al pilota, la pubblicazione della nuova versione del rulebook e l’avvio dei negoziati europei indicano che il lavoro sta entrando in una fase più concreta. Per gli operatori, questo è il momento di passare dall’osservazione alla preparazione strutturata.
Fonti ufficiali principali
BCE, Come funzionerebbe l’euro digitale? (European Central Bank)
BCE, Progressi sull’euro digitale. (European Central Bank)
BCE, Progetto pilota sull’euro digitale. (European Central Bank)
BCE, Digital euro scheme rulebook. (European Central Bank)
Commissione europea, Digital euro package e domande frequenti. (Finance)
Consiglio dell’Unione europea, Posizione negoziale sull’euro digitale. (Consiglio dell'Unione Europea)
Parlamento europeo, Mandato per l’avvio dei negoziati. (Parlamento Europeo)
EDPB ed EDPS, Parere sulla protezione dei dati nell’euro digitale. (European Data Protection Board)
L’articolo ha finalità informative e non costituisce un parere legale o regolamentare.